L’Ospizio della Croce Brandegliana
L’Ospizio sorse non proprio sul canale, ma la dove si inclina verso una breve valle, vicino alle sorgenti del Reno, che va verso l’Adriatico, del Vincio e del Brandeggio, che vanno verso l’Arno, e della Lesina che si getta nella Lima, affluente del Serchio. Poiché verso i Mille, in un momento di rinascita e di ripresa di traffici e di viaggi, sorgevano ospizi per viandanti, si suppone che nascesse anche l’ospizio della “Croce Brandegliana”, così chiamato per il fatto che si trovava presso il poggio Brandeggio. Il territorio apparteneva a i conti Guidi, come altre vaste zone della Montagna pistoiese e, probabilmente, furono i conti stessi a far costruire l’ospizio.
Un documento del 1089 testimonia che in quel tempo l’ospizio era ben conosciuto e ben condotto. In quell’anno papa Urbano II, in una bolla inviata al Capitolo di Pistoia, loda l’ospedale della Croce Brandegliana. In altro documento dei 1182, inserito negli statuti del comune di Pistoia, viene dichiarata l’immunità dei possedimenti dell’ospizio e viene richiesto ad ogni potestà che assumesse la carica il giuramento di difenderli. Il Comune di Pistoia stringeva con la montagna rapporti sempre più stretti. L’ospizio era ormai ben conosciuto ed anche difeso. Probabilmente in quella data era già diretto dai Templari.
I TEMPLARI
L’ordine dei Templari fu creato nel 1118, in Palestina.
Con la prima Crociata i cristiani, vinti i musulmani,avevano costruito il “Regno Latini di Gerusalemme”. La maggioranza dei Crociati era stata reclutata in Francia e furono francesi, soprattutto, coloro che in oriente restarono a difendere le conquiste ottenute. Il Regno di Gerusalemme ebbe breve e difficile vita. Fu durante questo periodo che alcuni cavalieri francesi, fra i quali Ugo di Payens, si unirono per difendere i pellegrini che erano diretti a Gerusalemme ed erano insidiati nel loro viaggio. Le terre cristiane erano come isole in vasto territorio musulmano, e, in esse, non era facile controllare l’ordine e difendere la vita degli abitanti e dei pellegrini. Questi cavalieri francesi, dunque, guidati da Ugo di Payens, alla presenza del Patriarca di Gerusalemme, fecero voti di castità, povertà e obbedienza, e come i monaci si impegnarono a difendere il passaggio dei pellegrini da Giaffa a Gerusalemme. Il Re di questo piccolo regno, allora Baldovino III, concesse ai quei piccoli cavalieri una parte del palazzo reale, detto ”Templum Salomonis”, per questo essi vennero chiamati Templari.
Nel Gennaio del 1128 il Concilio di Trves riconobbe ufficialmente l’ordine considerandolo monastico-militare: l’incarico era quello di difendere i Luoghi Santi. La regola venne redatta da San Bernardo. Nel 1187 i Turchi riconquistarono Gerusalemme. I Templari veramente si distinsero in molte battaglie e sono ricordati come combattenti audaci. Nel breve periodo della loro resistenza nel Regno di Gerusalemme seppero anche essere abili amministratori e finanzieri. Quando Gerusalemme cadde, i Templari trasferirono in Francia la loro banca, in Francia Siriana e, in concorrenza con gli ebrei, fondarono varie società di credito con prestiti a tassi molto alti. La potenza finanziaria dei Templari crebbe, si affermò grazie anche a lasciti e a donazioni e si diffuse in tutto l’Occidente. Essi prestarono i soldi a sovrani e pure al papa, al quale soltanto, peraltro, dovevano ubbidienza. Il loro potere economico destò critiche e suscitò le cupidigie del re Filippo il Bello che, intenzionato ad impossessarsi dei loro beni, li accusò di eresia. Il re di Francia intendeva affermare la sua autorità nei confronti degli ecclesiastici francesi e li obbligava a pagare tributi come ogni altro suddito. Certamente i Templari, che riconoscevano ubbidienza solo al papa, furono oggetto di particolare persecuzione. Ma fu soprattutto il desiderio di impadronirsi delle loro ricchezze ingenti che spinse Filippo il Bello a fare pressioni presso il papa affinché li riconoscesse come eretici. Papa Clemente V (che aveva deciso di risiedere in terra francese), asservito al re di Francia, in ossequio alla sua volontà, ordinò un’inchiesta. I risultati di essa furono contraddittori, tuttavia Clemente V ordinò la soppressione dell’ordine, senza però pronunciare condanna specifica. I Templari furono soppressi e le loro ricchezze alienate. In Andorra e in Pastiglia, in Portogallo, a Maiorca i beni vennero devoluti ad ordini religiosi che combattevano contro i Saraceni; altrove vennero attribuiti agli Ospitalieri di San Giovanni, ad altri ordini benemeriti, o ancora entrarono a far parte delle riserve di alcuni Stati. I Templari vennereo dispersi, talvolta perseguitati ed uccisi.
OSPIZIO DELLA CROCE BRANDEGLIANA DOPO LA CADUTA DEI TEMPLARI
Disciolto l’ordine, l’ospizio della Croce Brandegliana, con un oratorio e 360 stiori di seminativi, passò al Gran Priorato di Pisa dell’ordine di Malta. Poi, quando anche l’ordine di Malta fu soppresso, i beni, affrancati, passarono all’ultimo gran Priore, il principe Corsini di Firenze. Nel 1484 la famiglia Corsini affittò in perpetuo i beni, un tempo appartenuti ai Templari, a tale Duccio de’ Cecchi. L’ospedale, in pieno abbandono, divenne ricovero di briganti e fu denominato il “conventaccio”. La zona era allora infestata da banditi che seminavano terrore e rendevano inquieta la montagna. In tempi di maggiore quiete, quando ormai sul crinale stava nascendo Brunetta, le rovine dell’antico ospedale vennero utilizzate per costruire le case. Anni ed anni dopo, nel 1932, un campo sportivo venne edificato sul luogo dove sorgeva l’antico ospizio ed anche gli ultimi resti vennero dispersi.
